Unspoken Words


My status

 

NOTE
Mail to: -stormlord-@libero.it for further informations.

 

In my Mp3 player
Air.AntiMatter. Audioslave.Baustelle. Bjork.CarlaBruni. ChrisCornell.DamienRice. Death.EmilianaTorrini. Goldfrapp.Immortal. InFlames.Interpol. JeffBuckley. LaliPuna.Lamb. MarleneKuntz. MassiveAttack. Mogwai.Mùm. Nevermore.NickCave. Opeth.Placebo. PorcupineTree.Portishead. Radiohead.Sentenced. SmashingPumpkins. SpiralArchitect. TheFlowerKings.Tool. Tristania.Winds.

 

Pictures
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from TheNothing. Make your own badge here.

Ultimi commenti
utente anonimo in Dal quotidiano "...

 

Love
La Trasparenza, prima di tutto. Perdermi in profonde riflessioni, in complessi pensieri che garantiscono la Crescita Interiore. Le gratuite coccole di chi sa concedersi fluidamente, l'Affetto di chi mi sta vicino e, last but not least, Me Stesso.
Hate
Non sopporto la Mediocrità, concetto apparentemente vasto e generico ma in Realtà molto ben definito

• sguardo nel passato
oggi
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
settembre 2006
giugno 2006
maggio 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004


• per leggermi
utente Splinder

Links

*Il mio nuovo blog*
AronCheroes
AtipicaPrecaria
EyesOfRuby
Florilegio
Karim

Matteo
Micelina
MyLeash
Sandro


• credits
Image byTheNothing
Layout by Lyla
Template x tutti

• tagboard
Inserisci qui la tua tagboard, consiglio myshoutbox.com.

• counter
*loading* visitatori!

 

20/06/2007
This blog doesn't exist anymore: it has moved here:
http://www.henryblog.net/
Please update your links and bookmarks!!!

Questo blog non esiste più, si è spostato qui:
http://www.henryblog.net/
Per favore aggiornate i vostri links e segnalibri!!!
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 20/06/2007 16:34 | commenti | link

 
05/06/2007
Premessa: Linux e l'utente-Linux mi han sempre fatto simpatia.
Ho usato anche io Kubuntu, e mi ci sono trovato tangibilmente meglio che non con Windows.
Per cui, Linux users, sono vostro amico, state calmi e sereni.

La riflessione nasce dalla mail che mi ha inviato oggi un caro amico, che sempre più sta abbandonando Windows a favore di Linux (Kubuntu).
Per farla breve, dalla sua mail leggo che il suo Kubuntu ha o avrà presto:
- un qualcosa tipo Spotlight per la ricerca dei files
- un qualcosa tipo Quicksilver come applicazione tuttofare
- exposè uguale uguale inserito in Beryl
- la dashboard uguale uguale (credo sia sempre parte di Beryl)
- il dock

Allorchè la mia risposta è stata ovviamente la seguente: "ma visto che stai usando ore e ore del tuo tempo per trasformare Linux in OSX, non ti conviene a questo punto comprarti un Mac?" ;)

Composed on The Heartbeat of TheNothing | 05/06/2007 12:26 | commenti (2) | link

 
04/06/2007
L'articolo che qui inizia nasce da una mia esigenza che oggi ho soddisfatto: poichè ascolto sovente musica con il computer, mi serviva un programmino che permettesse la gestione della libreria iTunes senza dover aprire iTunes. (Scusate il gioco di parole).
Scegliere il cd, mettere in pausa/play una traccia, skip e altre cose del genere: volevo far tutto senza dover obbligatoriamente tenere iTunes aperto.
Certo, si può usare l'Apple Remote o Quicksilver (uno dei migliori programmi che abbia mai usato - ed è gratis!), ma a me piacciono le cose comode: volevo che il tutto fosse a rapida portata d'un solo click, senza perdite di tempo, senza aprire la finestra di iTunes per gestire l'ascolto.
Troppo esigente, direte voi? Lo pensavo anche io.
Poi ho smesso di pensare e mi sono messo alla ricerca: ho trovato subito TuneBar, ottimo programmino funzionale, non invadente e bello da vedersi. L'ho provato, mi ci sono trovato davvero bene, ed ero già pronto a spendere i 12 dollari della licenza.
Approfondendo giusto un pò di più la ricerca, ho però subito trovato altri 2 software che fanno (all'incirca) la stessa cosa, e sono entrambi gratuiti: YouControlTunes e ByteController.
Ho poi scelto YouControlTunes, anche se forse (per alcuni dettagli di cui non voglio ora entrare nel merito) TuneBar si merita i miei 12 dollari: credo che molto probabilmente comprerò la licenza.
[Una cosa impensabile per l'utente Windows, vero? Comprare una licenza, intendo. Ma di questo parlerò nel seguito dell'articolo.]
Oggi ho quindi avuto modo di verificare di persona quanto in molti mi avessero già detto: per il Mac (o meglio, per OSX) esistono un sacco di programmini funzionali e gratuiti, molti più che per Windows.
1.) Andiamo con ordine: cosa intendo dire con "funzionale"?
Inanzitutto che il programma funziona. Punto.
Nessun problema, nessuna incompatibilità, nessun errore interno di sistema, eccetera-eccetera-eccetera.
Ma c'è dell'altro: il software migliora sensibilmente l'uso del computer, lo rende ancora più semplice ed intuitivo - in una sola parola "comodo".
Infine, last but not least, c'è l'interfaccia grafica: alcuni programmini scritti per Windows sono così "belli" da vedersi che l'utente preferirebbe, a volte, piantarsi due stuzzicadenti nelle pupille piuttosto che dover guardare il suo desktop con delle applicazioni aperte.
[Apro una piccola parentesi: forse su OSX sarà anche il dock che aiuta, ma avete mai visto un desktop Windows pulito da icone? Impossibile. Servono, se non i files, almeno i collegamenti alle applicazioni, messi lì a incasinare la scrivania.
Su OSX non ho mai avuto una singola icona sul desktop, e riesco a far tutto molto più in fretta che non con Windows e le sue icone sparse ovunque. Grazie Spotlight, grazie Quicksilver - grazie OSX.]
2.) Torniamo al tema iniziale: i programmini che rendono piacevole l'utilizzo del nostro computer.
L'utente Windows, ormai è risaputo, adotta la filosofia del "ruba finchè puoi, ruba ovunque puoi, se non rubi sei più fesso di noi".
(E ho fatto anche la rima).
Come al punto uno, facciamo una prova: quanti utenti Windows non hanno almeno un programma crackato, un codice seriale rubato, una keygen che "speriamo che vada se no non so che fare"?
Ma io, caro utente Windows (posso darti del tu?) non voglio mica colpevolizzarti - anche tu hai le tue ragioni: il software scritto per Windows molto spesso non è funzionale (vedi punto 1.) e, sempre molto spesso, richiede un paio di stuzzicadenti che è bene piantarsi negli occhi per non soffrire troppo (sempre al punto 1.).
E' ovvio che a te venga voglia di rubarlo 'sto benedetto software: sai già che molto probabilmente ti creerà problemi ancor prima di usarlo, sarai mica così fesso da spenderci anche dei soldi?
3.) Andiamo al perchè, ovvero cerchiamo le ragioni di quanto sopra riportato.
Non ho mai programmato su Mac, per cui mi tocca riferire quanto spiegatomi da un amico: semplicemente, è molto più semplice scrivere del software per OSX di quanto non lo sia per Windows - (ma non entrerei troppo nello specifico perchè non ne ho le competenze.)
Inoltre, su Mac hanno diffusione solo i programmini funzionali, il resto non ha presa; ne consegue che chi si prende la briga di scrivere un'applicazione sa che deve farla con mille attenzioni ai particolari o non riuscirà mai a diffonderla.
L'utente Mac è "viziato": il programma non meritevole viene cestinato, fosse anche solo perchè è brutto da vedersi o ha un'icona disegnata male...ovviamente, ma è qui scontato, deve prima di tutto funzionare e migliorare l'esperienza del Mac-utente.
A questo proposito vorrei citare le parole di qualcuno che, in ambito informatico, ha tutta la mia stima: non lo conosco di persona, ma si è meritato tutta questa mia stima grazie all'aiuto che offre quotidianamente sul forum di Tevac - poweruser, questo il suo nickname, sostiene infatti che:
"
L'ho scritto altre volte, Apple non è un produttore di hardware né di software, produce esperienza d'uso. L'hardware e il software sono solo gli strumenti con cui questa idea viene espressa. Il mac mini, l'iMac, l'iPod, l'AppleTV e l'iPhone ma anche iWork, iLife e Mac OS X sono dei tasselli che vengono combinati insieme e emanano chiaramente questa esperienza d'uso."
La frase in corsivo, qui riportata con il consenso esplicito di poweruser, è stata estrapolata da questa discussione.
Vorrei poter avvertire chiunque stia per comprare il suo primo Mac: "fai attenzione mio caro switcher: da oggi in poi passerai molto più tempo al computer, e sarà tempo che investirai in modo sicuramente più produttivo e meno stressante.
Per cui, dalla data di consegna del tuo Mac, inizia a liberarti l'agenda dagli impegni..."
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 04/06/2007 22:32 | commenti (3) | link

 
03/06/2007
Il bello dei blog è (anche, ma non solo) svegliarsi tardi la domenica mattina, aprire Vienna per leggere un pò di nuovi RSS dai blog di amici sparsi in giro per il mondo e...
...trovare questo.
Sandro, un ragazzo partito dalla provincia di Cuneo per un anno di Erasmus all'Est (principalmente Lituania), conosce Karim grazie al blog di Karim, e...
No, rewind. Ripartiamo facendo un breve passo indietro.

Il mio primo viaggio in Lituania risale al freddo inverno (era Febbraio) del 2005: per farla breve, fuori da un pub conosco due ragazzi che scopro essere non solo italiani, ma addirittura della mia stessa provincia (Cuneo) - [in Lituania, in pieno inverno.]
Insomma, uno di questi due baldi avventurieri risponde al nome di Karim e prontamente, dopo il primo giro di birre, mi lascia l'URL del suo blog.
La serata in compagnia scorre via in fretta al Memelis di Klaipeda, poi di Karim quasi perdo le tracce per poco meno di un anno.
Quel "quasi" è messo lì non a caso: in realtà ho sempre continuato a leggere (con una frequenza variabile) il suo blog - ergo, anche se non in contatto diretto, ero approssimativamente a conoscenza di come stesse proseguendo la sua vita.
Grazie al suo blog (mi riferisco sempre a Karim) riesco dunque a ricontattarlo una decina di mesi dopo il nostro primo incontro, più o meno quando inizio una piacevole relazione con una ragazza lituana conosciuta qualche anno prima.
Dal karimblog reperisco in un click indirizzo email e contatto skype, ed in un attimo si giunge al:
"Hey, Karim, ti ricordi di me? Sono Henry, ci siamo incontrati a Klaipeda lo scorso inverno".
Karim, ovviamente, si ricordava.
Parto per la Lituania con la mia dolce metà (che nel frattempo aveva abitato per 6 mesi con me in Italia), ri-incontro Karim che nel frattempo aveva messo su famiglia e, guarda un pò il caso, Karim diventa papà proprio durante il primo dei miei 2 mesi di permanenza all'Est.
Grazie a Karim e al suo blog conosco poi Sandro, il ragazzo di cui ho accennato in apertura di post: studente universitario, Sandro ha avuto la bellissima idea di lasciare la provincia a forma di cuneo per un anno di Erasmus a Kaunas, Lituania - il gruppetto italo-cuneese-lituano è così cresciuto, e nuovamente grazie a Skype e ai nostri rispettivi 3 blog si stanno mantenendo i contatti.
Insomma, dove eravamo rimasti? Ah, sì...

Il bello dei blog è (anche, ma non solo) svegliarsi tardi la domenica mattina, aprire Vienna per leggere un pò di nuovi RSS dai blog di amici sparsi in giro per il mondo e...
...trovare questo.
Sandro, in una serata in un pub di Klaipeda, riconosce due mie care amiche lituane grazie ad una foto di gruppo che Karim aveva postato sul suo account di Flickr.
Sandro scrive:
"
Cosi, sicuro di non sbagliare, parto come un killer in direzione delle due al tavolino e, attenzione, non chiedo: affermo.
Voi due avete amici italiani“. “…Si!” “Karim e Enrico.” “…Si! Sei anche tu di Cuneo?”

Il resto potete leggerlo sul blog di Sandro...
...mentre finisco di scrivere questo post apro Skype e Lina, una delle amiche lituane, mi scrive "i met your friend Sandro :)", ed inizia così una piacevole conversazione.
Come dice Karim: "ormai il mondo è piccolo".
Come aggiungo io: "ormai il mondo è piccolo - ma solo per alcuni, coloro che sanno cogliere e sfruttare tutte le opportunità che questo piccolo mondo offre: viaggiare low cost non appena se ne ha la possibilità, conoscere gente, skype, flickr, i blog…
Senza i nostri viaggi non ci saremo mai incontrati, e senza flickr dal tuo blog, Karim, Sandro non avrebbe mai potuto sapere della bella Lina e della sua cuginetta!"
Quando qualcuno ancora non capirà perchè tengo un blog, gli sottoporrò la visione di questo articolo - sempre più mi convinco che chi ritiene internet (web 2.0 soprattutto) una perdita di tempo è una persona che non conosce le reali potenzialità di internet, o che comunque non ha mai provato a sfruttarle come si deve...

Quindi non mi resta che augurare un buon blogging a tutti voi miei cari lettori! ;)
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 03/06/2007 12:50 | commenti (5) | link

 
01/06/2007
In un attimo di pazzia, dopo tanto averne letto in giro per la rete, mi sono iscritto anch'io a Twitter.
Lo userò, me ne innamorerò o lo abbandonerò presto?
A dirvi la verità, adesso come adesso, non lo so (e non è che ne faccia una questione esistenziale).

"Ma cos'è Twitter" vi starete chiedendo?
Hm, ne ho visto poco e temo di darvi una definizione un pò troppo approssimativa, ma diciamo che Twitter è una sorta di piccolo grande fratello sul web: ovvero, con un semplice click se sono al Mac o con un sms se ho solo il cellulare a disposizione, posso dire a Twitter cosa sto facendo in un determinato istante.
Chi visita la mia pagina su Twitter vede dunque cosa sto facendo e a quando risale l'update, ad esempio:
"I'm having a shower", updated by TheNothing 4 minutes ago
significa che TheNothing (che poi sarei io) 4 minuti fa è andato a farsi una doccia...
...semplice, no?
Come dite? E' anche inutile?
Probabile.
Per la registrazione ho impiegato 2 minuti esatti, non è che ci ho investito (per ora) tutto questo tempo... diciamo che mi sono tolto, in poco più che un centinaio di secondi, uno sfizio.
Come ho già scritto, se continuerò ad usarlo o meno è ancora tutto da vedere...
Allora, non siete curiosi di spiare un pò nella mia vita privata? ;)

P.S: if you're using Twitter as well, add me as a friend and let's share our contacts!
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 01/06/2007 17:15 | commenti | link

 
31/05/2007
Soffio via la polvere da una vecchia VHS contenente il film di Oliver Stone sui Doors, la spingo nel registratore e premo play.
Si dà infatti il caso che in questi ultimi giorni/settimane una lettura in particolare abbia catturato il mio interesse: questo libro, condito di tanto in tanto da quest'altro.
Ascolto la divina musica dei Doors da quando ho 16 anni, ma forse solo in questi strani giorni di cambiamenti, decisioni e rivoluzioni - 10 anni dopo quei 16 anni appena citati -
forse solo in questi giorni, dicevamo, riesco ad apprezzarne a fondo il significato.
Sto scivolando giorno dopo giorno sempre più nel profondo di questo meraviglioso mondo che c'è oltre le porte: ed è un bel viaggio, guidato dalle tastiere di Ray e dalle poesie di Jim.
Così ho qui i miei cd dei Doors (io sono quello cha fatica ad abituarsi agli mp3) ad arricchire le letture di cui sopra - e poi ci sarebbe tanto altro da scrivere, ma adesso, qui nella stanza, il richiamo di Jim si fa sempre più intenso, irresistibile...
...a piedi nudi lo seguo fino a dove saprà condurmi.

"Awake.
Shake dreams from your hair
my pretty child, my sweet one.
Choose the day and choose the sign of your day
the day's divinity
First thing you see.
A vast radiant beach and cooled jeweled moon
Couples naked race down by its quiet side
And we laugh like soft, mad children
Smug in the wooly cotton brains of infancy
The music and voices are all around us.



Enter again the sweet forest
Enter the hot dream
Come with us
everything is broken up and dances."
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 31/05/2007 22:38 | commenti | link

 
29/05/2007
E così ieri sera mi sono deciso (finalmente - ed anche un pò casualmente) a noleggiare il DVD di "Kill Bill vol.1": ho sempre avuto una sorta di stupido pregiudizio nei confronti dei film che sono sulla bocca di tutti, quelli che proprio "non puoi non aver visto", quelli di cui i media parlano per mesi e mesi e di cui tu davvero non vorresti più sentir parlare.
Non so perchè, ma quando c'è troppo "chiacchiericcio-gossip" intorno ad un film - quando troppi riflettori sono puntati su una pellicola, quando la pellicola stessa diventa capace di discernere chi è "out" da chi è "in", io semplicemente (non analizziamone adesso i perchè) me ne disinteresso.



Ma torniamo a ieri sera, quando finalmente (ah, sì, anche un pò casualmente) mi ritrovo a noleggiare il DVD di Kill Bill dalla videoteca sotto casa; ecco un paio (forse qualcuna in più) di considerazioni in merito:
1.) considerazione generale: la videoteca è da rivalutare.
Con poco più di 2 euro permette di affittare un film (qualità DVD), di vederlo nella lingua che più ci aggrada, di goderne dei contenuti speciali e (per chi lo possiede) aggiungete anche la ricchezza audio del 5.1.
Infine, il sottoscritto è così fortunato da avere la videoteca a soli 800 metri da casa - non serve neanche tirare fuori la macchina dal garage.
Ah, dimenticavo: noleggiare un film in videoteca è legale.
2.) Kill Bill, dicevamo, mi ha piacevolmente stupito.
Di certo non rientra ancora nella mia lista dei film preferiti (forse semplicemente non è il genere che più apprezzo) ma devo dire che ha dei grandi pregi, tra cui:
- tenere lo spettatore incollato allo schermo, non un attimo di noia nè distrazione o qualsivoglia sbadiglio
- scelte di regia davvero azzeccate (stacchi, inquadrature e quant'altro: tutto è lì per deliziare lo spettatore)
- ottimi inserimenti della colonna sonora, che non è mai invadente o fuori luogo, ma riesce invece davvero ad impreziosire l'opera
- cast di attori che definire "capaci" è davvero riduttivo (la Thurman superlativa, Lucy Liu davvero rivalutata, ed altri di cui ahimè mi sfugge il nome)
3.) Mi sto disaffezionando ai film doppiati.
Nonostante guardando un film in inglese qualche battuta ancora mi sfugga (la cosa è dovuta per lo più a frasi biascicate o sussurrate), devo dire che sentire l'attore che recita  dialogando dà alla pellicola quella plusvalenza che un film doppiato non potrà mai avere (per quanto bravo possa essere il doppiatore).
Inoltre, mi infastidiscono le traduzioni inutili e forzate, messe lì ovunque come se lo spettatore italiano fosse l'ultimo dei cretini: un cartello con su scritto "I'll be back soon" (esempio a caso) non ha bisogno del sottotitolo in italiano in sovrimpressione, eddai...ma quando lo capirete che ormai l'inglese è entrato nel nostro quotidiano?




Chiudo con una piccola nota d'ilarità: mi piacerebbe conoscere i geni che traducono i titoli del film dall'inglese all'italiano. Davvero, vorrei stringere loro la mano.
Ve lo ricordate il bel "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (titolo italiano rovinato in "Se mi lasci ti cancello")?
Bene, me li immagino i due responsabili marketing (RM) nella loro discussione sul titolo:
RM1: "...e poi c'è questo titolo qui, davvero non va".
RM2: "Ma dai, è stupendo così: Eternal Sunshine of the Spotless Mind, io lo lascerei invariato".
RM1: "Ma sei fuori? L'italiano medio non capisce una fava di inglese, un titolo così spaventa, non lo vedrà nessuno."
RM2: "Ok, allora vada per "L'eterno Splendore d'una Mente Immacolata."
RM1: "No, no, no! Troppo serio, ci vuole qualcosa che ricordi più le commedie stupide da 2 soldi, qualcosa che invogli il pubblico..."
RM2: "Stai forse insinuando che il pubblico sia composto solo da gente stupida? E poi questa non è la solita stupida commedia da 2 soldi..."
RM1: "Zitto, ormai ho deciso. Lo intitoliamo "se mi lasci ti cancello".
RM2: "Dò le dimissioni."
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 29/05/2007 12:35 | commenti (3) | link

 
27/05/2007
Niente, niente, niente.
Mi ci sono perso di nuovo, nonostante lo ascolti dal lontano 2001.
Tra le centinaia di cd (riuscirò mai a convertirmi totalmente all'mp3?) in mio possesso, "Lateralus" dei Tool è sicuramente una tra le vette più alte...
...probabilmente "la" vetta più alta.
Ho letto decine e decine di interpretazioni e recensioni in merito a questo album, e i risultati sono sempre gli stessi: Capolavoro, con la "C" maiuscola.
Tornerò sovente su quest'argomento, non vogliatemene: tale album è un universo che regala incredibili sorprese ogni qual volta ci si vuole spingere un pò più in là nell'esplorarlo.
Per ora vi basti questo link, giusto per stuzzicare un pò la vostra curiosità:
Serie di Fibonacci e Lateralus dei Tool.

Ma soprattutto vi pregherei di gustarvi questo video (qualità più che discreta sia audio che video): prendetevi 10 minuti, gettate via il cellulare, regolatevi il volume delle cuffie o delle casse, premete play.
Buon viaggio [e lo sarà, se avrete la pazienza di andar fino il fondo: il finale (con apertura del terzo occhio da parte del protagonista) è da brividi - nessuna metafora].



Composed on The Heartbeat of TheNothing | 27/05/2007 16:57 | commenti | link

 
26/05/2007
Un piccolo bug nella giornata odierna mi riporta alla mente una canzone dei Tool e riaccende profonde riflessioni che, da tempo, lascio libere di ruotare intorno ad un album così complesso come "Lateralus".
Non andrò troppo nel dettaglio, premetto: l'argomento di cui scriverò oggi tocca campi infiniti quali la psicologia, la mitologia e l'astronomia - ci sarebbe da scrivere per ore ma, soprattutto, sono richieste conoscenze che ad oggi il sottoscritto ancora non possiede.
Prendete dunque questo post come semplice spunto di riflessione, opportunità di perdervi per qualche minuto tra questi miei pensieri.
Mi capita, di tanto in tanto e per fortuna non troppo sovente, di incontrare persone che fanno del rancore motivo di vanto: questo tipo d'essere umano colpisce sempre il mio interesse perchè, con pena, mi porta a chiedermi quanta insoddisfazione vi sia nelle loro vite, quanto debbano vivere male ogni singolo giorno.
Quanto debbano aver sofferto e quanto ancora stiano soffrendo: li vedo mutare in serbatoi straripanti del più corrosivo degli acidi, e mi dispiaccio nel veder che di questo stato d'essere loro se ne compiacciano.
(Il gioco di parole è voluto.)
Di questi bizzarri individui al limite dell'umano parla molto bene una canzone dei Tool, dal titolo "The Grugde" (prima canzone del cd "Lateralus"): lascio quindi siano i Tool a parlare, citando pezzi di canzone ed allegandovi la mia mai letterale traduzione.

Tool - The Grudge

Wear the grudge like a crown of negativity
Calculate what we will or will not tolerate
Desperate to control all and everything
 


(*cut*)



Clutch it like a cornerstone
Otherwise it all comes down
Justify denials and
Grip 'em to the lonesome end
Clutch it like a cornerstone
Otherwise it all comes down
Terrified of being wrong
Ultimatum prison cell




(*cut*)


Drags you down like a stone to
Consume you till you choose to let this go

Give away the stone, let the oceans take and transmutate this cold and fated anchor
Give away the stone, let the waters kiss and transmutate these leaden grudges into gold
Tool – Il Rancore

Vestono il rancore come fosse una corona di negatività
Calcolano cosa riusciremo o meno a tollerare
Si disperano pur di riuscire a controllare qualsiasi cosa

(*taglio*)


Si aggrappano al rancore come se lui fosse la loro pietra d'angolo, il loro fondamento.
Altrimenti tutto (ogni loro certezza) cadrebbe
Giustificano i rifiuti fino alla loro fine solitaria
Si aggrappano al rancore come se lui fosse il loro fondamento.
Altrimenti tutto cadrebbe
Sono terrorizzati dall'essere nel torto, e vivono nella loro definitiva cella carceraria



(*taglio*)


Il rancore ti trascina giù come una pietra
consumandoti finché decidi di lasciarlo andare.

Liberati della pietra
Lascia che l'oceano prenda e trasformi questa fredda àncora del destino
Liberati della pietra, lascia che l'acqua baci e trasformi questo rancore di piombo in oro.

La canzone esprime molto bene il concetto, usando figure particolarmente calzanti, quali:
-) il rancore, per queste persone, è motivo di vanto: è una corona. Pregna di negatività, ma pur sempre una corona, un qualcosa che inorgoglisce.
-) è inconcepibile quante energie costoro usino per calcolare, per definire cosa noi possiamo sopportare/tollerare e cosa invece no. Calcolano ininterrottamente ogni minima variabile che potrebbe a noi risultare intollerabile per poi metterla in gioco.
-) il rancore per loro è l'unica certezza.
Sono terrorizzati di venir a conoscenza del fatto che il loro modo di vivere non sia tra i più sani, perchè han sempre vissuto così; si aggrappano a questa infelice condizione esistenziale e, per evitare che qualcuno possa far loro aprire gli occhi, si costruiscono una solitaria cella in cui “vivere”, calcolando quanto riportato al punto sopra.

Io li vedo, vedo che il rancore li “trascina giù come una pietra” e, proprio come dicono i Tool, vorrei che lo lasciassero andare, che “si liberino della pietra, che l'acqua baci e trasformi questo rancore di piombo in oro.”

Ho imparato con il tempo a non soffrire della loro invadente presenza, perchè riconosco nel loro agire la piccolezza del loro essere.
Ho imparato con il tempo a non soffrire della loro invadente presenza, perchè so che non potrebbero fare altrettanto: il loro vivere è dedicato a sottolineare con cattiveria e decisione ogni tuo minimo ed involontario passo falso.

Non so perchè agiscano così: il primo motivo che mi balza alla mente giustifica questo loro modo d'agire con una quasi totale insoddisfazione della loro condizione esistenziale: il lavoro, la famiglia, gli affetti, gli amici, gli hobbies...vedono che tutto nella loro vita è a puttane e, straripanti di rancore, lo riversano su chi sta a loro vicino.
Non so perchè agiscano così, forse davvero hanno alle spalle un passato che è solo cicatrici e sofferenze.
Non so perchè agiscano così, ma mi piacerebbe che provassero ad ascoltare il consiglio dei Tool:

Let.This.Go.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 26/05/2007 18:15 | commenti | link

 
17/05/2007


Ci sono parole che vorrei regalarti, per descrivere una convivenza che prosegue da quasi 14 anni: parole preziose, così preziose che sfuggono continuamente e paiono impossibili da concretizzare/immortalare in un qualsivoglia discorso.
Rimangono dunque solo fragili pensieri a descrivere un rapporto che prosegue fedelmente dal lontano millenovecentonovantaquattro,
un rapporto che ha attraversato tutta la mia adolescenza e mi ha visto cambiare forma più volte, fino ad arrivare a quella attuale.
Un'amicizia che fluisce senza interruzioni attraverso fidanzamenti, diplomi, feste, sofferenze, vacanze, lauree, sorrisi, pianti, esperienze, crescite, cadute, Crescite.
Mi ritrovo così incapace ad esprimere la profonda intesa che abbiamo pazientemente instaurato con il Tempo: chiedo venia, e cerco di recuperare dedicandoti queste poche righe su un blog in cui vergognosamente di te non si era ancora parlato.
Spero d'aver posto un minimo rimedio.   

                                  
            Dedicated to my little brother Lillo - I feel as we've shared and entire Life together
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 17/05/2007 23:03 | commenti | link

 
15/05/2007
Disclaimer: il post ha la piccola pretesa di unire del serio all'ironico...non lo si prenda, scusate il gioco di parole, troppo sul serio. Soprattutto verso il finale: dai, fatemi vedere che sapete farvi una buona risata,
E' (piuttosto) serio il concetto che, per meglio comprendere la generazione dei nostri figli, è bene non rimanere indietro da adesso per chi, come me, è tra i 20 e i 30 - il resto lo lascio al vostro buon senso...
L'ossimoro del titolo è messo lì ironicamente, "matusa" non è da intendersi in alcun modo come offensivo - almeno non in questo contesto.
Mi par scontato scriverlo, ma ognuno è libero di usare programmi open source o a pagamento.
Mi par scontato scriverlo, ma ognuno è libero di usare la tecnologia e l'informatica come meglio crede (senza nuocere a nessuno, ovvio).
So di aver un modo di scrivere troppo "serioso": non fatemene una colpa e perdonate mie eventuali debolezze. :)

Sempre più vicini ai 30, un'età in cui non suona affatto fuori luogo pensare che (in un domani neanche troppo lontano) ci potrà essere della prole da educare nel migliore dei modi possibili - in base alle nostre esperienze, capacità, conoscenze.
Una delle maggiori difficoltà che potrà eventualmente porsi di fronte a noi futuri genitori sarà legata al "gap generazionale", forbice separatrice che sarebbe bene ridurre fin da subito ai minimi termini.
Dovremo quindi essere in grado di capire i nostri figli, il loro modo di comunicare e (più in generale) il loro mondo.
Loro nasceranno con internet, con i cellulari tutto fare, i podcast, il voip, il p2p, gli acronimi da chat, la tecnologia spinta all'estremo: sarà nostro compito guidarli, step by step, in quest'universo che cambia così freneticamente.
Sarà nostro compito guidarli, per evitare che si smarriscano negli insidiosi antri del www, che si perdano, che instaurino con il computer malsane dipendenze.
Ed io credo, dal mio umile punto di vista, che iniziare con il piede giusto significhi in prima istanza non rimanere indietro (e farlo sin da ora): senza perdersi le novità con cui il linguaggio evolve in rete, ingranare la quinta e stare al passo con i tempi.
Proprio in seguito a queste considerazioni, cari lettori, devo ammettere che rimango a dir poco basito quando sento discorsi di miei coetanei e mi sembra di sentir parlare mia madre (la quale, con tutto il rispetto, riesce a mantenersi al passo con i tempi molto meglio di tanti "giovani matusa" là fuori - o quantomeno dimostra quotidianamente una chiara intenzione in merito).
Per entrare nel particolare, mi son reso conto di quali siano i segni distintivi del "giovane matusa" (d'ora in poi GM) che già a vent'anni perde colpi e rimane spaventosamente indietro (ma in realtà è convinto di essere "uno all'avanguardia"):
1. crede che internet sia un mezzo con cui cazzeggiare.
Se voi iniziate una frase con "Ieri sera, navigando in rete, ho scoperto che..." - lui pensa: "ma guarda questo quanto tempo ha da perdere". Il nostro GM ignora totalmente cosa siano: Wikipedia, Last.fm, Flickr, Delicious, i podcast, i blog, il voip, i feed RSS, etc... per lui tutte queste cose sono sprechi di tempo. Voi potete provare a dirgli che è cultura, lui continuerà a pensarla a modo suo: "internet = cazzeggiare, perder tempo". E' irremovibile il GM, mentalmente poco elastico.
I suoi figli scriveranno tutti i loro secreti in un blog, lui neanche saprà cosa significhi la parola weblog - sono tutte perdite di tempo.
2. poichè il GM è si matusa ma anche giovane, sa di avere una reputazione da difendere. Se cercate di informarlo sulle novità, lui s'infastidisce perchè crede vogliate far la figura di quelli che san tutto, mettendo in mostra la sua ignoranza (ignoranza non come termine offensivo - ignoranza poichè il GM effettivamente "ignora").
Neanche con un pò di sana conversazione presa alla distante riuscirete a ringiovanire il suo cervello impermeabile alle novità: lui cercherà di cambiar discorso, di fare il disinteressato, di liquidarvi con due parole per poi tornare ad argomenti che non gli mettano addosso tutta quest'ansia di "non sapere".
3. quando comprate un nuovo prodotto inerente alla tecnologia, la sua prima ed ultima domanda è: "quanto l'hai pagato?".
Il soldo infatti è un modo di ragionare affine al mondo del GM, perchè per lui c'è il prezzo ed il pulsante ON-OFF: raramente si va oltre, sarebbe una perdita di tempo. Ricordate sempre che il GM è convinto d'esser all'avanguardia, per cui è facilmente irritabile quando si approfondiscono certi discorsi: se "sapesse di non sapere" sarebbe infatti in pace con se stesso, ed apprenderebbe sicuramente qualcosa di utile anche solo sentendo parlare i suoi amici; lui invece si convince di sapere ed è aggrappato a questa convinzione con unghie e denti: siate bravi, non fate vacillare le sue certezze - ne soffrirebbe troppo.
Infine, se accendendo il vostro computer scopre che usate Linux o OS X come sistemi operativi e programmi open source come software, il GM vi guarda come se avesse di fronte un pazzo, uno che i problemi se li va a cercare - uno svitato perditempo, ecco.
Quindi non toccategli Windows! Per favore non fare star male il GM...! Rassicuratelo! Ditegli che Windows è il migliore così com'è, con i suoi drivers-registro di sistema-deframmentazioni-virus-formattazioni-finestre di errore!
Ditegli che avete sbagliato a switchare al Mac, ditegli che Linux è solo una perdita di tempo e che lui - rimasto fedele a Windows - ha fatto la scelta giusta: cambiare è pericoloso, è una perdita di tempo, e a 20 o 30 anni non è che la (sua) mente sia ancora così elastica.
So cosa state pensando: usare Windows nel 2007 è come guardare la tv su un vecchio apparecchio in bianco e nero quando esistono LCD e schermi al plasma.
Lo so, e sono d'accordo con il vostro pensiero: solo non pensiamolo troppo forte, che il GM è ovunque e potrebbe avere una crisi di nervi...
...e dire che i suoi nervi sono ben saldi: pensate che, dopo aver usato Windows per ore ed ore, riesce anche a spegnere il suo computer facendo click su "start".
Lui ama le cose intuitive: il nostro GM è uno all'avanguardia, non dimenticatelo. Poco incline all'innovazione forse sì, ma pur sempre all'avanguardia. Ecco.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 15/05/2007 17:10 | commenti (4) | link

 
14/05/2007


Un paio di scarpe stanche ed uno zaino vuoto a simboleggiare che la festa è finita.
Tra grandi gocce di pioggia d'un acquazzone quasi Estivo, un irreale Sole filtra luminoso per dar il benvenuto (in quest'altrettanto irreale Lunedì) alla solita routine che il pazzo weekend aveva interrotto.
Ricordo aromi di: gente, primavera, carne alla brace, vino rosso, piadine, birra, hot-dog,  gente e ancora gente.
C'era la voglia di stare insieme, di divertirsi con quella semplicità che troppo spesso viene soffocata da inutili (e stupide) esigenze...
...conservo in me un'immagine nitida: il sorriso di migliaia di volti che, probabilmente, mai più rivedrò.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 14/05/2007 19:16 | commenti | link

 
07/05/2007
Così si parte, in una Domenica che con parsimonia dosa raggi di Sole tra nubi permanenti.
Così si parte, con l'autoradio che casualmente suona "Appetite for Destruction" - il giusto carburante per un inizio giornata a pieni motori.
L'auto scivola danzante tra le numerose curve dei tornanti montani per poi giungere, dopo quasi 1 ora e mezza di viaggio, alla tanto attesa meta: Saretto, Val Maira, un grazioso paesino di montagna in bilico tra Italia e Francia.
L'esplicito desiderio è scalare un monte per trovarsi di fronte ad un piccolo lago d'alta quota.
L'implicito desiderio è camminare in solitudine, tra nevi e rocce, per guardarsi dentro e conoscersi ancora più a fondo.
Le camminate in montagna, che sempre più apprezzo, hanno infatti un altro sapore se gustate in solitudine: sono davvero un viaggio metaforico alla (ri-)scoperta di noi stessi, del mondo in cui viviamo, della natura e delle sue leggi.
Trovarsi ai piedi del monte, con i muscoli ancora freddi, a scrutare quest'insieme di terra, piante, rocce e neve che si staglia su fino in cielo
     posare i primi passi, il lieve suono delle pietre sotto gli scarponi
sentire che il respiro aumenta la sua frequenza
     trovare temporaneo riposo su un masso che sembra esser lì apposta per l'evenienza
voltarsi indietro e vedere che la partenza, ai piedi del monte, è ormai un insieme sfuocato di colori
     avvicinarsi alla cima, le prime nevi che rendono l'aria frizzante e il passo più ragionato
la cima
     giù oltre la cresta, sull'altro versante, il lago:
     inizia la discesa, fremente di gioia per la meta raggiunta.

Il tutto in un profondo Silenzio, per riapprendere l'Arte d'ascoltare con il cuore.
Questa è la montagna, che solo in Solitudine riesce realmente ad esser vissuta: con le gambe stanche, ma con il cuore sereno e felice.


Mountains in Saretto (Val Maira) - Montagne a Saretto (Val Maira)



Close to the top of the mountain, the path started being covered by the snow - Vicino alla cima della montagna, il sentiero ha iniziato ad esser coperto dalla neve



On the top of the mountain, then I started descending to the lake... - In cima alla montagna, poi ho iniziato a scendere al lago...



...and then I've reached the lake: it's like a mirror for the landscape. ...ed ho raggiunto il lago: è come uno specchio per il paesaggio.


(...con le gambe stanche, ma con il cuore sereno e felice.)
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 07/05/2007 12:20 | commenti (3) | link

 
23/04/2007



Ancora una volta il giorno si spegne su città dimenticate.
Il gioco del Tempo è sempre lo stesso ma, nonostante il suo prevedibile ripetersi, non smette mai di stupire:
sento chiaramente i milioni di "click" d'interruttori che illuminano salotti,
sedie che si spostano stanche dopo l'ennesima interminabile giornata di lavoro,
impercettibili discorsi che si diluiscono nell'aria di stanze che rimangono in parte accoglienti.
Nello scuro del cielo la Luna si stiracchia e sorride riposata -
eterna amica di sogni piacevoli, di incubi, di notti insonni, di amplessi tra calde lenzuola che si stropicciano in Silenzio.

Una fresca brezza primaverile respira tra i lampioni, accarezza finestre socchiuse e senza invadenza s'insinua in mille piccole intimità.


Mi concentro ora sul Sole che, dalla parte opposta del globo, fiero inietta Vita ovunque si posi il suo naturale tepore...
...sono là con il Pensiero, sempre abile nel separarsi dal corpo per percorrere vie tutte sue.

Abbraccio la Luna rubando pezzetti di Sole:

Io

sono
ovunque.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 23/04/2007 21:17 | commenti | link

 
16/04/2007
Nell'odierno vivere così poca è l'attenzione ai rapporti umani che, credo, difficilmente potrò mai smettere di stupirmi al riguardo.
Sono tristi constatazioni al seguito di infantili comportamenti che ormai colgo quasi ovunque, e con una frequenza impressionante: arrivismi, gelosie, nervosismi ed egoismi.
Ammetto quindi il mio esser inadatto ad alzare metaforicamente la voce, per giocare il ruolo del Mr. KnowItAll di turno.
Non riesco davvero ad emulare le gesta del pavone per focalizzare su di me le attenzioni di chi mi sta intorno, così come sono incapace di farmi strada a spintoni pur di raggiungere traguardi ad altri tanto ambiti.
Piuttosto, preferisco starmene in silenziosa disparte e lasciar che chi sa urlare più forte vomiti addosso ai presenti tutto il suo inconfutabile sapere -
- che il pubblico venga dunque deliziato da chi mai ha torto ed esige che il mondo si sottometta ai suoi voleri e desideri.
E, mentre tutto questo non-senso continua a prender vita nell'intorno, mi rendo consapevole che il Silenzio finirà per contraddistinguermi sempre più - con i miei dolci pensieri a tenermi compagnia.

Perchè il mio Silenzioso mondo è Pace, ed è per questo che lo abito:
in disparte,
ora e sempre.


Il solitario, in assenza di loquacità
è avvoltolato in un enigma,
siede pensoso al limitare della realtà
accavallando le sue lunghe gambe.

Lo puoi notare perchè è un indecifrabile

Porta il suo sguardo negli accessi a cosa non si sa
e li pervade di fascino;
si tocca il mento e si schermisce alla gestualità
di chi sta accanto e lo incomoda.

Lo puoi giurare in sintonia con i fatti suoi,
quand'anche siano sostanzialmente guai,
perchè nel suo mondo è pace
ed è per questo che lui lo abita.


Nota: il testo in corsivo è poesia pura firmata Marlene Kuntz. Parla di me così bene che difficilmente credo sarei riuscito a far di meglio nel descrivermi...perchè così sono e così sarò
 sempre
 più.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 16/04/2007 00:02 | commenti | link

 
10/04/2007



E' il Tempo l'unico in grado di discriminare tra sinceri Sentimenti e temporanee/infantili infatuazioni.
Noi, che continuiamo ad avere una visione troppo limitata delle cose, altro non possiam fare se non attendere il parere di Colui che instancabile scorre, in un moto senza inizio né fine.
Tutti i discorsi sulla fiducia, i giuramenti di vero amore, i sogni ad occhi aperti e gli amplessi ad occhi chiusi, i tentativi di mostrare i nostri sentimenti e di cercare le intenzioni dell'altro...
...tutto questo ha davvero poco senso, soprattutto nell'intangibile fragilità del quotidiano.
Trovo sia meglio godersi l'intensità del vivere senza preoccuparsi troppo dell'affidabilità di chi ci sta vicino: con il Tempo infatti la sincerità delle persone e la reale fondatezza dei loro sentimenti vengono sempre alla luce, donandoci una chiara visione di chi sia davvero meritevole delle nostre cure ed attenzioni.
Smettiamola di chiedere al nostro partner se starà con noi ad Vitam, cessiamo quella snervante ricerca di Verità che, nel presente, non ci saranno mai rivelate.
Viviamo piuttosto, e fidiamoci del Tempo: il suo verdetto sarà inesorabile, e sapremo così donarci a chi ci sarà accanto senza nervosismi né fobie.
 
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 10/04/2007 12:21 | commenti (4) | link

 
30/03/2007

Ci ho provato, non si dica di no.
Mi sono iscritto al corso di comprensione avanzata degli umani comportamenti,
ho seguito con vivo interesse e sincera partecipazione tutte le lezioni.
[Quotidianamente, 24 hrs al giorno].
Mi sono smarrito tra intensità emotive che si ergono simmetriche alle estremità opposte d’un infinito spettro di sentimenti e ho cercato, anche nello smarrimento, il vero significato dei gesti e delle azioni.
Senza mai chiedermi “perché”, quanto piuttosto permanendo in uno stato di continua e silenziosa ricerca d’un più profondo sapere.
Ho dovuto sostare sovente in sicuri e personali anfratti, poiché spaventato dall’assenza di meritocrazia, dal poco rispetto, dallo sfruttamento e dalla più banale stupidità.
E che mi si incolpi pure d’esser finito nel mucchio, ma è e rimarrà evidente la mia cristallina volontà di dirigermi altrove (e, allo stato delle cose, anche la sola pura volontà è fattore tanto importante da non poter esser trascurato).
La misantropia è troppo e, forse, troppo si lega ad una rabbia adolescenziale che ormai è quasi del tutto svanita.
La misantropia è troppo, ma la compassione derivante dall’osservazione di prevedibili clichè è ormai inevitabile: compassione non arricchita da nessun tipo di superiorità, quanto invece densa di pena e disincanto.
[Che pena.]
Osservo con più distacco per poi concludere che l’iniziale desiderio di comprensione fosse davvero immotivato: non c’è infatti nulla da capire, tutto è così obsoleto e prevedibile.
Inutile voler comprendere ed arricchire qualcosa che non è (o, quantomeno, non è assolutamente come dovrebbe essere.)
Se voi sapeste, che pena.
 
Ci ho provato, non si dica di no.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 30/03/2007 14:35 | commenti | link

 
13/03/2007
E’ impossibile non prendere in considerazione la differenza che c’è tra
1)      provare a coverizzare una canzone che ci riesce bene, anche se ci trasmette poco o nulla ed è per noi insignificante
2)      lanciarsi nell’ardua (eufemismo) impresa di suonare un pezzo non semplice, probabilmente al di là della nostra portata, ma che ci ha dato così tanto da farci sentire quasi debitori nei suoi confronti: in quest’ultimo caso prendere una chitarra e fare il possibile per render il dovuto omaggio si fa dunque desiderio troppo intenso, irresistibile.
Non si può quindi dar retta a nessun tipo di paura; quando è il cuore a parlare, la consapevolezza dei propri limiti non è più un freno: diventa piuttosto umiltà nel sentirsi davvero piccoli omaggiando i grandi.
 
Ascoltai per la prima volta “Motion Picture Soundtrack” dei Radiohead nell’Agosto del 2003, in una tiepida serata sotto il cielo di Taizè.
Quanto è successo su quelle note (con ripercussioni che ancora oggi, dopo anni, fan parte della mia Vita) non solo sarebbe troppo lungo da spiegare, ma credo sia anche inutile da scrivere.
 
Motion Picture Soundtrack – Radiohead (dall’album Kid A)
 
Red wine and sleeping pills
Help me get back to your arms
Cheap sex and sad films
Help me get back where I belong

I think you’re crazy, maybe
I think you’re crazy, maybe

Stop sending letters
Letters always get burned
Its not like the movies
They fed us on little white lies

I think you’re crazy, maybe
I think you’re crazy, maybe

I will see you in the next life
 
Clicca qui per la versione originale, qua sotto la cover. Buon ascolto.        
Dedicated to Agne (I’m sure I’ll see you in the next Life-everything will be ok there.)
P.S: come ho scritto su YouTube:
Disclaimer: I'm absolutely not a singer. I didn't try to cover this song many times before recording it, so please be kind with me - if I can I'll upload a second version in the future, and maybe before doing that I'll rehearse a little bit more.
Uhm, definitely more. :)
This song means so much to me, and I'm pretty sure I'll always f**k up something (the strumming, the voice) because I'm always too concentrated on the meaning of the lyrics.
Anyway, I've been writing enough: if you still wanna listen to it, let me tell you that while suggestions are always welcome, insults are not. :)
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 13/03/2007 00:29 | commenti (2) | link

 
06/03/2007

Edward mani di forbice
Il favoloso mondo di Amelie
Il giardino delle vergini suicide
K-PAX
La 25a ora
Le conseguenze dell'Amore
The Elephant man
The Matrix

Credo siano tutti (in ordine alfabetico, per non far torto a nessuno).
Considerato che avrò iniziato a guardare film con serietà ed occhio critico non prima dei 15, ne risulta che sono riuscito a riassumere 10 anni di visioni su pellicola in 8 titoli; tutto questo può significare, considerata una media di 2 film visti al mese:
1.che ho delle ottime capacità di critica/riassuntive/di scelta
2.che di film davvero meritevoli, in fondo, non ne siano usciti molti.

Premesse a parte, gli 8 sopracitati sono quelli che mai mi stancherei di vedere, cambiando prospettiva di volta in volta per non precludermi alcuna possibilità interpretativa.
Otto capolavori d'incomparabile bellezza: diversi l'uno dall'altro, ma tutti ugualmente meritevoli d'uno spazio a tempo indeterminato nella mia videoteca interiore.
Lascerei stare infinite polemiche su quanto sia veritiero il vecchio detto “De gustibus non est disputandum” (mi si perdoni: lo ritengo applicabile solo in un ristretto range di casi), ed andrei subito a parlare di uno dei titoli in questione.

Ebbene sì, proprio lei: Amelie.

Riguardandone alcuni frammenti proprio ieri sera, ho ripensato a come (amici e conoscenti) l'abbiano disprezzato, giudicandolo in modo estremista e senza la benché minima apertura nel voler rivedere (anche solo in parte) la loro posizione in merito.
Ho riflettuto sui motivi per cui qualcuno possa così mal giudicare Amelie, e sono giunto a questa probabile conclusione: la (quasi) totale mancanza di fantasia.
Ritengo quindi che le persone non in grado di gustarsi tale film abbiano perso, crescendo, il sapore della profondità delle cose.

Credo (non posso esserne sicuro, poiché non vivo la loro vita) che vedano la realtà composta da due semplici dimensioni e si perdano, appunto, la terza e forse più importante – la profondità.
Hanno concretizzato troppo il loro modo di vivere, assottigliando sempre più un cubo fino a farlo divenire nient'altro che un banale quadrato.
Poi, resosi conto del danno fatto, si sono immersi completamente nello studio, nel lavoro o in qualsiasi altra routine in grado d'intrappolare la mente ed i pensieri: temono infatti che la fantasia torni a farsi viva e restituisca loro la profondità delle cose -grandi o piccole che siano- .

A me spiace, lo dico sinceramente, che in troppi confondano il processo di maturazione con quello di invecchiamento: maturare non vuol dire invecchiare, non significa smettere di sognare (un po' come si faceva da bambini).
Lo studio, l'indipendenza economica, il lavoro, la famiglia, sono pretesti che vengono usati per giustificare un indesiderato processo di decadimento interiore: maturare ha a che fare con esperienza e responsabilità, invecchiare con routine ed alienazione.
Se confondete queste due cose è perchè state invecchiando ma, per paura di ammetterlo anche a voi stessi, fingete che tutto faccia parte della naturale e dovuta maturazione.

Ed è ovvio, per tornare al tema iniziale, che individui alienati non apprezzino Amelie: il suo è un mondo (come da titolo) favoloso, in cui ci si sa ancora stupire, in cui ancora si gioca con la fantasia e l'immaginazione, in cui ogni piccola cosa è ancora viva e tridimensionale.

E se questo non riuscite a capirlo o apprezzarlo, permettete che io mi dispiaccia un po' per voi.

Composed on The Heartbeat of TheNothing | 06/03/2007 12:27 | commenti (2) | link

 
01/03/2007

Big mistakes
Biggest hurt
My whole past behind glass
Great divide
Great deceit
The whole past on my mind
Remember the small things
You say: Remember the small things.”


[Da una piccola sventura un trip mentale che ben s'armonizza con la canzone di cui sopra.]

La piccola sventura, verificatasi un paio di sere fa, altro non è se non il mio esser diventato consapevole d'aver irremediabilmente perso i seguenti dati:
-tesi di laurea (il formato informatico, non mi resta che quello cartaceo)
-presentazione in power point della già citata tesi
-relazione (anche qui mi resta solo una copia cartacea) del mio primo progetto in ambito lavorativo, sei mesi di lavoro
-presentazione power point (curata ed in lingua inglese) relativa allo stesso progetto lavorativo

Non sono uno sprovveduto e qualcosina di informatica posso dire di conoscerla: per questo, sapendo quanto può essere facile perdere un file, i dati che ho elencato erano stati salvati su ben 2 differenti DVD di cui uno è stranamente* andato perso e l'altro presenta incorreggibili errori.

*[dico stranamente perchè ho 2 capienti cd-case che contengono tutti i miei dati, e un DVD o è lì o non è in nessun altro luogo della casa. Pura ed inconfutabile logica.]

Non vi sarà dunque difficile immaginare come abbia trascorso il mio martedì sera: nervosismo, incredulità, scoraggiamento, rassegnazione.

Nello scivolare tra questi stati d'animo ho messo sotto sopra la casa
 nuotando così attraverso un oceano di ricordi,
foto,
frammenti di Vita,
lettere,
cartoline,
mappe,
diari.

E, come cantano i Lali Puna citati ad apertura di post...


My whole past behind glass
The whole past on my mind
Remember the small things
You say: Remember the small things


Il mio intero passato dietro un vetro
L'intero passato nella mia mente
Ricorda le piccole cose
Così dici: ricorda le piccole cose

Ho riassaporato così il piacere di perdersi tra i ricordi,
commuoversi,
passeggiare per immaginari tracciati interiori con persone che, purtroppo, più non appartengono al mio quotidiano.

Ho colto ambra da secolari conifere,
sorseggiato acqua cristallina da sorgenti d'alta quota,
chiaccherato fino a notte fonda sotto un cielo di stelle,
affondato le mani tra granelli di sabbia,
rivissuto la scoperta del sesso nell'aroma delle prime illegali fumate.

Ho sorriso, pianto e viaggiato finchè (esausto) ho lasciato che tutto ciò mi avvolgesse mentre il sonno giungeva a conservare tanta ebbrezza Emotiva almeno fino a mattina.

[Ed ora so con sicurezza, con quella sicurezza che solo l'Esperienza può dare, che i Lali Puna avevano ed hanno ragione:
rimangono le piccole cose.
Ecco cosa rimane.
Le piccole cose, quelle che ho sempre amato ed accudito.]

you say, remember the small things....”


Nota: la canzone è "Small Things" dei Lali Puna. Per vostra comodità, miei amati lettori, ve l'ho inserita qui sotto in un player: vi pregherei di dedicarle almeno un ascolto, magari rileggendo il post o viaggiando tra i vostri ricordi - vi assicuro che, alla fine del viaggio, converrete con me che ne è valsa la pena...


Composed on The Heartbeat of TheNothing | 01/03/2007 21:59 | commenti | link

 
26/02/2007

Osservo con maturo distacco una mandria di pensieri che si rincorrono,
caotici nel loro voler tagliare quel traguardo metafisico posto fra me e lo schermo.
Li lascio liberi e non li condiziono,
ma sono così tanti e profondi che s'incespicano, cadono, rotolano e s'impolverano:
là dove dovrebbero essere c'è solo una distesa bianca formato A4 ed una nera intermittenza verticale.

[Quando il troppo stroppia.]

L'eccessivo disordine sfrutta usualmente l'astrazione come valvola di sfogo,
ma tale uscita di sicurezza sembra aver bisogno d'una ripulita di tanto in tanto: modelli stereotipati partoriti da una società fondamentalmente infelice si frappongono, cercando di limitare il flusso in uscita...
[...ma non è ancora il tempo di permetter loro facili intromissioni, visto il frequente utilizzo della sopracitata uscita di sicurezza.]


Così, respirando Musica e a giornata ormai conclusa, mi sento ora libero di dedicarmi ad argomenti ben più superficiali –
- quali l'informatica, che con sadico egoismo mi ha quasi rubato un intero fine settimana: l'esito è comunque positivo, considerato che adesso Linux è finalmente (e totalmente) configurato sia per il lavoro che per lo svago.
(L'utilizzo delle Microsoft Finestre si limita perciò ad un 10% del totale, forse anche meno.)
E' stata una faticata ma, a lavoro finito, direi che ne potrebbe anche esser valsa la pena (il condizionale, con i computer, è d'obbligo. Sempre.)


Composed on The Heartbeat of TheNothing | 26/02/2007 19:31 | commenti | link

 
21/02/2007
Aggiornamenti:
1. links
2. music in my mp3 player
3. inserita possibilità (utilissima IMHO) di vedere gli ultimi commenti lasciati dai visitatori (v. sotto "pictures")
4. inserito pulsante Skype, vedi in alto a sinistra; in questo modo non solo potete sapere qual'è il mio attuale stato su Skype (si aggiorna ogni volta che caricate la pagina), ma - se Skype è installato sul vostro computer - vi basterà cliccarci sopra per chiamarmi.
Non siate timidi: quando sono online chiacchero volentieri con tutti.

[For my international friends: click on the skype button (you can find it at the top-left of the page) to call me. You just need to have Skype installed on your pc, that's all.
When I'm in the "online mode" don't be shy: for me it's always a pleasure to talk, with anyone.]
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 21/02/2007 11:47 | commenti (1) | link

 
18/02/2007

[Eppur lo so che il sabato sera non dovrei far così tardi, che poi la domenica mattina dormo male e l'emicrania m'accompagna fino al lunedì. Mal di testa a parte, qualche novità sparsa per gli amici con i quali non riesco a mantenere un contatto frequente; amici ai quali vorrei riuscire a scrivere mail senza, come invece accade, dover sempre rimandare (per chissà poi qual stupido motivo)].

1-Esplorazione di nuove frontiere musicali
Già sapete che, per il sottoscritto, la Musica è da sempre fedele compagna di viaggio: quel che forse ancora non sapete è che la continua esplorazione di svariati generi musicali ha da qualche tempo trovato notevole appagamento, approdando sulle rive di un genere chiamato trip-hop.
Wikipedia ne parla
qui
ma (aspettate a cliccare!) in tutta umiltà sento di poter dire che “l'enciclopedia di noi tutti” rimane un po' troppo sul vago, e vado dunque a copia incollare porzioni di pagina per creare la mia definizione di trip-hop (o meglio, la definizione del trip-hop che piace a me).

Trip-hop (downtempo, dream-pop ed altre “etichette” che qui non riporto) secondo il sottoscritto:
“Il trip hop è un genere musicale affermatosi negli anni novanta.
Nato a Bristol, città natale dei Massive Attack (per questo chiamato anche “Bristol sound”), il trip hop affonda le sue radici nella musica elettronica, ma rallentando molto la ritmica per ottenere un effetto più sognante, rilassato e onirico.
La ricerca sonora è basata sul recupero di sonorità lo-fi e basi retrò, spesso riciclando campioni di brani jazz e con l'uso di strumenti quali archi, strumenti a fiato e similari.”

La fonte è Wiki, ho solo tagliato alcune parti in cui parla di “testi rappati” ed altro perchè le trovo fuorvianti per il trip-hop che ascolto io e che piace a me.

Sulle motivazioni che mi portano ad amare così tanto codesto genere musicale ho riflettuto a lungo, e sono giunto alla conclusione che:
A. secondo la psicologia spicciola e da due soldi, tale genere di Musica sarebbe l'ideale per una fuga/rifiuto della Realtà. (Ricordate? “...rallentando molto la ritmica per ottenere un effetto più sognante, rilassato e onirico”).
Se considerate che il primo articolo in questo blog citava “Enemies of Reality” dei Nevemore (non ho mai dimenticato i miei trascorsi nell' Heavy Metal), il tutto potrebbe anche starci.
[Non nego che, a sostegno di questa teoria, va effettivamente constatato che ascoltare trip-hop in cuffia permette di farsi dei viaggi niente male, senza neanche assumere sostanze].
B. è rilassante ed introspettiva. Anche qui i conti tornano, dato che sono sempre stato un tipo introspettivo e, con il passare degli anni, sento aumentare il bisogno d'avere dei momenti di relax tutti per me.
C. dovrei approfondire un tema sulle frequenze, sulle ritmiche e loro interazione con il corpo umano...ma direi che non è questa la sede (o forse non è solo il momento).

Direi, a questo punto, che è tempo di lasciar parlare la Musica.

Vi porto qui a portata di click un paio di video rappresentativi presi da YouTube ma, prima di lasciarvi all'ascolto, un solo consiglio/avvertimento: non ascoltate trip-hop con le casse di un portatile/laptop...! Sarebbe come mangiare la pizza surgelata del supermercato e pensare che nella migliore pizzeria napoletana il risultato sia pressochè lo stesso.
Le cuffie sarebbero l'ideale – un paio di casse esterne potrebbe andare bene comunque (volumi leggermente sostenuti per apprezzarne le sfumature – ripeto: in cuffia è il top!).


Portishead: “Only You”



Emiliana Torrini : nell'ambiente trip-hop lei è sicuramente meno famosa e conosciuta dei Portishead, ma a mio parere ha prodotto (nel 2000) un ottimo album dal titolo “Love in the time of science” – di cui vi metto qui un estratto (trovate molti sui video su YouTube se dovesse interessarvi)...
...cos'altro dirvi di Emiliana? Dal nome avrete già capito che lei è per metà (da parte di padre) italiana, e per l'altra metà islandese – è nata e ha comunque sempre vissuto in Islanda.

Io (se mai per qualche strano caso della rete -tags e metatags- Emiliana leggesse mai queste righe) vorrei dirle:
Emiliana, con Amore puro e romantico mi son infatuato di te. Mi trasferirei anche in Islanda, che ne dici? Ci compriamo una casetta vicina al faro, e già ti sento ad impreziosire con la tua voce i tappeti sonori e i loop elettronici da me creati. Eh, Emiliana? Lo facciamo? No perchè io t'Amo e tu ora lo sai, non puoi più negare né ignorare. E neanche temporeggiare. Sposiamoci Emi, e viviamo di sola Musica/Arte. Dai, mandami una mail che ci mettiam d'accordo.”


Emiliana Torrini - “Dead Things”


2-Esplorazione di nuove frontiere informatiche.

Sto lavorando in Linux da qualche giorno, e domani inizio un corso per aumentare la mia conoscenza di quest'ancora poco sfruttato sistema operativo.
Di novità ne avrei altre, ma ho scritto così tanto sul trip-hop che per ora mi fermo qua...magari nei prossimi giorni continuerò l'elenco.

So far, spero di essere riuscito a riavvicinare almeno un po' le distanze con tutti gli amici che il Tempo, i kilometri (o entrambi) hanno portato lontano dal mio Quotidiano.

Vi abbraccio tutti,

nessuno escluso.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 18/02/2007 21:29 | commenti (4) | link

 
05/02/2007

 

                                                                                         

                                                  

-
Di una sigaretta respirata su una tazzina di caffè ancora caldo.

Di fiori che, dopo il lungo riposo invernale, lentamente si risvegliano stiracchiando a 360° i loro ancora assonnati petali.

Di un nuovo fresco profumo su pelle appena lavata,
di un sorriso sincero come quando s'era ancora bambini,
del Sole negli occhi e d'una frizzante brezza che accarezza l'epidermide.

D'un Amore regalato a neonati fili d'erba,
al riparo d'invisibili nuvole bianche che corron via veloci.

Di me che riesco a respirarti, ad occhi chiusi, quando ancora è difficile scorgerti con la vista.

D'un viaggio improvvisato:
il serbatoio pieno e un intero continente da conquistare -
- dal pianoforte cadono note come preziose gocce di rugiada, a colonna sonora del più bello tra i viaggi.

Ho colto i frutti della Vita e ne ho succhiato polpa e succo con leggera impercettibile avidità-
questo, per 26 anni ed altri ancora.

Ho colto i frutti della Vita e ne ho succhiato polpa e succo con leggera impercettibile avidità-
così ancora, mentre l'Inverno che si fa Primavera continua ad esser, agli occhi miei, il più incantevole dei Miracoli.

Benvenuta Primavera,
anfetamina dell'Anima-
-per un salto ancor più giù nell'Intensità della Vita e dei Sentimenti.


[Che non è più il tempo d'esser formiche.]

Composed on The Heartbeat of TheNothing | 05/02/2007 11:55 | commenti (6) | link

 
31/01/2007

                                                                                                                  

Con un colpo di coda l'Anatema slega i pensieri e li rende liberi dai logici vincoli della mente -
- liberi di mutare forma, di disperdersi nell’etere.
L’assenza del pensiero è un traguardo così lontano che poco s’approssima nel definirlo irraggiungibile: la ricerca è infatti anch’essa pensiero,
così come l’astrazione onirica o la fuga divergente dal presente.
La ricerca, concretizzazione attiva dell’attesa, viene spesso interfacciata con speranze o preghiere
                 [o entrambe]
poi sui titoli di coda non rimane che l’eco di pensieri in deriva astrale,
generati da corpi in deriva terrena.
 
La Notte ancora una volta brama di un qualcosa tra rivincita e vendetta:
è ingorda di parole e non risparmia le energie…
…ma è pur sempre piacevole perdersi nei suoi soliloqui dalle imprevedibili destinazioni,
mentre le lancette ininterrottamente masticano i secondi ed il Domani è già qui.
Il Domani è già qui, ed io ancor non so se l’Anatema sia riuscito nel suo intento – né se la giustizia Divina abbia emanato il suo verdetto.
 
Fuggo dai pensieri con dissonanze tra forma e sostanza,
di quelli che vanno riveriti con il condizionale.
Senza codardia fuggo, e ci allontaniamo con la rapidità e la risolutezza d’un colpo di coda,
d’uno schiaffo inatteso,
d’una frattura scomposta,
d’un proiettile in penetrazione,
d’un temporale d’Estate,
d’uno scatto di nervi,
d’una porta sbattuta
d’una decisione sbagliata.
 
La Notte è quasi sazia ed io,
con lento abbandono,
accolgo il sonno e nel buio scompaio.
 
 
Is it Dark enough -
-  enough to see the light?

(Scritto nella Notte tra il 30 e il 31 Gennaio - un grazie all'Insonnia, gentile ostetrica d'un parto difficile)

Composed on The Heartbeat of TheNothing | 31/01/2007 22:51 | commenti | link

 
24/01/2007


Lei mi fissa solo quando fingo d'esserne inconsapevole.

Ormai da anni so che anche solo un minimo cambiamento nella direzione del mio guardare la farebbe schizzare via come una scheggia impazzita.

[Anche senza sostantivo - qui è l'aggettivo che si ricopre d'Importanza.]

Lei mi fissa, tende nervi con cui alimenta Odio (continuando, però, a fingere la pace).

E' pessima attrice ai miei occhi apparentemente distratti (il pubblico in sala nega e continuerà a negare).

 

Mi alzo dalla sedia,

porto una sigaretta alle labbra e le labbra alla finestra -

prima boccata, sempre ad occhi chiusi.

Tra me e il vetro c'è ora un sipario di fumo ad alterare la percezione del riflesso di lei che pare ancora essere alle mie spalle,

da qualche parte - laggiù,

nel polo opposto della stanza.

 

Attendo un attimo e un altro ancora,

poi con lenta Eleganza mi volto -

- non ci sei più.

 

 

 

 

Creo Musica poggiando lievi fiocchi di neve su invisibili fili di ragnatela:

è un fluttuare magico che invita alla sospensione.

Resta della vaniglia l'Aroma,

poi l'impercettibile suono dei miei passi si lascia l'Ignoranza lontana,

sempre

più

lontana.

 

Composed on The Heartbeat of TheNothing | 24/01/2007 00:19 | commenti (4) | link

 
04/01/2007
“But she can read, she can read, she can read
she’s bad
Oh, she’s bad”
 
 
Autocoscienza  rivelatrice e mai banale,
preziosa per chi ha il coraggio di guardarle dentro senza distorcere percezione alcuna.
Echi lontani riverberano in fade out -
-  su di loro nuvole veloci come colpi di spugna agiscono,
avvolgono,
 sbiancano e spariscono.
 
Gocce di canzoni generano impercettibili sorrisi che quasi mai riescono a mutare in ricordi
 
“She was my catatonic sex-toy, love-joy rider”
 
A seguire inquantificabili attimi di Silenzio è un lieve click-clack meccanico,
poi un altro cd inizia le sue danze nello stereo...
...si farà ascoltare solo da Anime meritevoli, che ancora non sono finite in vergognose profondità oceaniche.
 
“At the bottom of the oceans she dwells -
[-  there’s something that’s invisible, something you can’t hide -]
At.The.Bottom.Of.The.Oceans.She.Dwells.”
 
(Mentre Noi, nell’aria sospesi, già cerchiamo gli Aromi con cui personalizzare il nostro Futuro).
Insieme.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 04/01/2007 12:22 | commenti (4) | link

 
24/12/2006
 




Corolle di petali,
                             amache per l'Anima...
...dove il corpo riposa e i Pensieri si disperdono tutt'intorno,
come    l  e  n  t  e     colorate  spire di fumo.


Le cavalco con voluttuosità,
lasciandomi guidare da impercettibili spostamenti d'aria
che in aria mi lascian levitare.




Ed ora il vento si fa più forte, portando con sè nuvole di petali -
- vento di colori in volo,
tasselli d'un mosaico che del Paradiso è fedele riproduzione.

Composed on The Heartbeat of TheNothing | 24/12/2006 12:11 | commenti (3) | link

 
16/12/2006





A seguire piogge di rane

                               
bianchi petali regalmente disposti sull'aroma del the...
...cambiando tazza - una e poi un'altra ancora

                                                                               
e poi -

- ce ne sarà mai una così profonda da contenere facilmente tutte le Emozioni, le Esperienze, gli Aromi?

                                                                              
  (- e gli Amori?-)

Trying to paint Life as Beautiful as She is.  

La Vita è un'amante meravigliosa -
                                                              - sul suo morbido petto mi addormento,
                                                                 tra il caldo delle sue cosce mi risveglio.



       Al Cuore della Bellezza.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 16/12/2006 17:33 | commenti (4) | link

 
14/12/2006






Lego il Cuore a tanti soffici palloncini di Velluto -
- leggeri in volo ed io con loro,
lontano.

Corpo e Anima si cercano da anni,
in un giocare infinito che mi procura quotidiani Amplessi.

Soffici, leggeri palloncini vellutati tra le foglie dell'Autunno,
più in alto -
- e il mio Cuore con loro.

                            Is that alright, yeah?
                            I give my gun away when it's loaded - is that alright, yeah?


Nella debole consapevolezza dell'Incoscienza
sorrido  
       mi abbraccio
                Vivo.

Occhi di vetro mi guardano ma,
       lontano
più non feriscono
       lontano
più non spaventano neanche l'Elio di Velluto vestito.



          La Vita è un' Amante Meravigliosa.


Words in cursive by Damien Rice.
Composed on The Heartbeat of TheNothing | 14/12/2006 11:24 | commenti (1) | link

 
quello che ho tolto dal nuovo template Utente: TheNothing